Settimana del salterio

sabato
2 Luglio, 2022

26 giugno

BEATE MARIA MADDALENA FONTAINE

E COMPAGNE, VERGINI E MARTIRI

Memoria obbligatoria in Francia

Si onorano oggi le Figlie della Carità che appartenevano alla Ca­sa di Arras e note come martiri di Cambrai, in quan­to al tempo della rivoluzione francese coronarono col martirio in questa città, il 26 giugno 1794, il loro servizio ai poveri. Esse sono:

— Maria Maddalena Fontaine, nata il 22 aprile 1723 a Etrepagny ed entrata tra le Figlie della Carità il 9 luglio 1748;

— Maria Francesca Lanel, nata il 24 agosto 1745 nella cittadina di Eu e accolta nella famiglia vincenziana il 10 aprile 1764;

— Teresa Maddalena Fantou, nata il 29 luglio 1747 a MiniacMor­van ed entrata nel seminario delle Figlie della Carità a Parigi il 28 novembre 1771;

— Giovanna Gerard, nata a Cumières il 23 ottobre 1752 ed entrata tra le Figlie della Carità il 17 settembre 1776;

— Margherita Rutan, nata a Metz il 23 aprile 1736 ed entrata tra le Figlie della Carità il 23 aprile 1757.

Furono beatificate tutte insieme il 13 giugno 1920, eccetto suor Rutan che fu beatificata il 19 giugno 2011.

Dal Proprio del Tempo con salmodia del giorno dal salterio, eccetto quanto segue.

Invitatorio

Ant.

Venite, adoriamo il re dei martiri

Cristo Signore (T.P. Alleluia).

Salmo invitatorio come nell’Ordinario (pp. 301-302).

Ufficio delle letture

Inno

Gerusalemme nuova,

immagine di pace,

costruita per sempre

nell’amore del Padre.

Tu discendi dal cielo

come vergine sposa,

per congiungerti a Cristo

nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,

risplendenti di luce,

si radunano in festa

gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,

scolpite dallo Spirito

con la croce e il martirio

per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen

Seconda lettura

Dalle Conferenze spirituali di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (Opere, Conferenze alle Figlie della Carità, Roma 2012, SVit IX, 101102. 207208).

I poveri sono i nostri padroni:

servirli è come affrontare il martirio

L’impegno principale che Dio vi ha dato, figlie mie, è di avere gran cura nel servire i poveri, i quali sono i nostri signori. Sì, sorelle, sono i nostri padroni. Perciò dovete trattarli con dolcezza e cordialità, pensando che Dio vi ha scelte e riunite insieme per questo compito. È questa la ragione per cui fondò la vostra Compagnia. Per quanto vi è possibile, dovete aver cura che non manchi loro nulla, né per la salute del corpo, né per la salvezza dell’anima. Come siete fortunate che Dio vi abbia destinate per tutta la vita al loro servizio! I grandi del mondo considerano una fortuna poter impiegare una piccola parte del loro tempo nel servizio dei poveri e lo fanno con vero ardore e carità! Voi, sorelle di SaintSulpice lo potete constatare quando accompagnate quel­le buone principesse e grandi dame. Figlie mie, quanta stima dovete nutrire per la vostra vocazione, perché avete l’occasione di praticare tutti i giorni e ad ogni ora le opere di carità, e questo è il mezzo di cui Dio si serve per santificare parecchie anime! Figlie mie, un san Luigi non ha forse servito i poveri dell’HôtelDieu di Parigi con un’umiltà così grande da condurlo alla santità? Tutti i santi, o la maggior parte, hanno stimato un gran beneficio far cosa gradita a Dio con questo mezzo: consacrarsi a Dio nel servizio delle persone più abbandonate della terra; non è, questo, un andare al martirio? Sì, senza dubbio. Un santo Padre dice che chiunque si dà a Dio per servire il prossimo e soffre volentieri tutte le difficoltà che vi incontra, è un martire. I martiri hanno sofferto più di loro? No certamente, perché avere la testa troncata è il male di un momento. Anche se i martiri hanno sopportato tormenti più grandi, non duravano a lungo perché terminavano con la morte. Ma le giovani che si dànno a Dio nella vostra Compagnia, lo fanno per vivere ora tra i malati pieni d’infezione e di piaghe e spesso di tumori ripugnanti, ora con poveri bambini ai quali bisogna far tutto, oppure tra i poveri carcerati carichi di catene e di dolori. E vengono a mettersi sotto la guida di persone che non conoscono, per essere in tutti questi impieghi sottoposti alla loro obbedienza. Giovani simili non vi sembrano degne di stima? Certo, lo sono assai più di quanto io possa dire, anzi non vedo con che cosa le si possa paragonare. Se vedessimo il luogo dove è passato un martire, ci avvicineremmo con rispetto, lo baceremmo con grande riverenza: e noi potrem­mo disprezzare le nostre sorelle chiamate da Dio perché vivano nel martirio? Figlie mie, stimiamo le sorelle, conserviamo per loro un grande apprezzamento, qualunque cosa capiti, e consideriamole come martiri di Gesù Cristo, perché servono il prossimo per suo amore.

Responsorio        Rm 8, 3435. 37

R.  Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? * In tutto questo siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

V.  Cristo Gesù sta alla destra di Dio e intercede per noi.

R.  In tutto questo siamo più che vincitori per virtù di colui che ci ha amati.

Oppure

Dalle Conferenze spirituali di san Vincenzo de’ Paoli, sacerdote (Opere, Conferenze alle Figlie della Carità, Roma, 2012, SVit IX, 436438).

Lo spirito della Compagnia

Lo spirito della Compagnia consiste nel darsi a Dio per amare Nostro Signore, servendolo corporalmente e spiritual­mente nella persona dei poveri, nelle loro case e altrove, e istruendo le giovanette povere, i bambini e, in generale, tutti coloro che la divina Provvidenza vi manda. Avete lasciato il vostro paese, i vostri parenti e i vostri beni. E perché? Per amare Nostro Signore e i suoi insegnamenti. Voi siete sue figlie ed egli è vostro padre. Vi ha generato e dato il suo spirito: e così, chi vuole vedere la vita di Gesù Cristo, può vederla, con le dovute proporzioni, nella vita di una Figlia della Carità. E Gesù che cosa è venuto a fare? È venuto per insegnare e per illuminare. Ed è ciò che voi fate. Voi continuate ciò che egli ha cominciato: siete sue figlie, e pote­te dire: “Sono figlia di Nostro Signore”. Perciò dovete so­mi­gliare a lui. Qual è dunque lo spirito della Figlia della Carità? È, sorelle, l’amore di Nostro Signore. Non è naturale che le figlie amino il loro padre? E per farvi capire che cos’è l’amore, dovete sapere che esso si esercita in due modi: in modo affettivo e in modo effettivo. L’amore affettivo è la tenerezza nell’amore. Dovete amare Nostro Signore tene­ramente e affettuosamente, come un bambino che non può separarsi da sua madre e chiama: “Mamma”, appena lei fa cenno di allontanarsi. Così un cuore che ami Nostro Signore non può tollerare la sua assenza e si stringe a lui con questo amore affettivo, il quale genera l’amore effettivo. Poiché il primo è insufficiente, sorelle; bisogna averli ambedue. Bisogna passare dall’amore affettivo all’amore effettivo. E quest’ultimo è l’esercizio delle opere della Carità, il servizio dei poveri eseguito con gioia, coraggio, costanza e amore. Questi due tipi di amore sono la vita di una Figlia della Carità, perché essere Figlia della Carità è amare nostro Signore teneramente e costantemente: teneramente, essen­do ben liete di parlarne, di riflettere su di lui e piene di consolazione quando vi si pensa: “Il mio Signore mi ha chia­mata a servirlo nella persona dei poveri. Quale felicità!”. L’amore delle Figlie della Carità non è soltanto tenero; è effettivo, perché esse servono realmente i poveri, corporalmente e spiritualmente. Voi siete obbligate ad insegnare loro a vivere bene; ripeto, sorelle, a vivere bene: è ciò che vi distingue da molte religiose, Dovete, dunque, portare ai poveri due tipi di cibo: quello corporale e quello spirituale, ossia istruirli con qualche buona parola della vostra orazione, per esempio cinque o sei parole che li inducano a compiere il loro dovere di cristiani e a praticare la pazienza. Dio ha riservato questo per voi. Non sareste Figlie della Carità se non foste sempre pronte a rendere servizio a chiunque ne abbia bisogno. Ecco, care sorelle, in generale, in che cosa consiste l’amore affettivo e l’amore effettivo: servire Nostro Signore nelle sue membra, spiritualmente e corporalmente, in casa loro, oppure dove la Provvidenza vi manda. Dovete dunque sapere, care sorelle, che lo spirito della vostra Compagnia consiste nell’amare Nostro Signore e servirlo in spirito di umiltà e di semplicità. Finché la carità, l’umil­tà e la semplicità saranno tra voi, si potrà dire: “La Compagnia della Carità vive ancora”; ma quando non si vedranno più queste virtù in voi, allora si dirà: “La povera Carità è morta”. Ripeto ancora una volta che lo spirito della vostra Compagnia, sorelle, consiste nell’amore di Nostro Signore, l’amore per i poveri, l’amore tra voi, l’umiltà e la semplicità. Sarebbe meglio che non vi fossero più Figlie della Carità, se esse non avessero queste virtù.

Responsorio        Is 58, 78

R.  Dividi il tuo pane con l’affamato e introduci in casa tua il povero senza tetto; * allora la tua luce sorgerà come l’au­rora, davanti a te camminerà la tua giustizia.

V.  Vesti colui che è nudo, non distogliere gli occhi da quel­li della tua carne:

R.  allora la tua luce sorgerà come l’aurora, davanti a te cam­minerà la tua giustizia.

Lodi mattutine

Inno

Gerusalemme nuova,

immagine di pace,

costruita per sempre

nell’amore del Padre.

Tu discendi dal cielo

come vergine sposa,

per congiungerti a Cristo

nelle nozze eterne.

Dentro le tue mura,

risplendenti di luce,

si radunano in festa

gli amici del Signore:

pietre vive e preziose,

scolpite dallo Spirito

con la croce e il martirio

per la città dei santi.

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo,

al Dio trino ed unico

nei secoli sia gloria. Amen

Lettura breve        2 Cor 1, 35

Sia benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione! Egli ci consola in ogni nostra tribolazione, perché possiamo anche noi consolare quelli che si trovano in ogni genere di afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio. Poiché, come abbondano le sofferenze di Cristo in noi, così, per mezzo di Cristo, abbonda anche la nostra consolazione.

Responsorio breve

R.  I martiri santi * vivono in eterno.

I martiri santi vivono in eterno.

V.  La loro ricompensa è il Signore:

vivono in eterno.

  Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

I martiri santi vivono in eterno.

Ant. Ben. Hanno preso la loro croce,

con amore hanno servito Cristo, loro sposo,

unite a lui nella verginità e nel martirio.

Invocazioni

Il Signore Gesù che ha dato pienezza alla carità delle nostre beate Martiri con la ricompensa del martirio, conceda anche a noi la generosità e la costanza serena nel suo servizio:

Rendici forti nel tuo amore, Signore.

Signore, Dio di bontà, fa’ che questo nuovo giorno sia pieno di opere di carità fraterna,

        e coloro che incontreremo, ricevano da noi un messaggio del tuo amore.

Accompagnaci con la tua presenza e la tua benedizione,

        e accogli l’offerta di noi stessi e del servizio che ti renderemo nella persona dei poveri.

Donaci di costruire nella speranza la vita fraterna delle nostre comunità,

        perché sia per il mondo segno della novità di vita portata dal Vangelo.

Donaci di esprimere il nostro spirito nella pratica delle virtù caratteristiche della nostra vocazione,

        tutte le nostre azioni ne siano sempre animate.

Padre nostro.

Orazione

O Dio, che nella beata Maria Maddalena e nelle sue Com­pagne hai coronato col martirio l’amore verso i poveri, fa’ che, per loro intercessione, nessuna avversità ci separi da te e tutto cooperi a farci perseverare nel tuo amore. Per il nostro Signore.

Vespri

Inno

Re immortale e glorioso,

che accogli nella luce

i tuoi servi fedeli,

esaudisci il tuo popolo,

che canta le tue lodi

nel ricordo dei martiri.

La forza del tuo Spirito

ci guidi alla vittoria

sul male e sulla morte.

Sia onore al Padre e al Figlio

e allo Spirito Santo

nei secoli dei secoli. Amen.

Lettura breve        1 Pt 4, 1314

Carissimi, nella misura in cui partecipate alle sofferenze di Cristo, rallegratevi perché anche nella rivelazione della sua gloria possiate rallegrarvi ed esultare. Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo, perché lo Spirito della gloria, che è Spirito di Dio, riposa su di voi.

Responsorio breve

R.  Esultate, giusti, nel Signore, * ai santi si addice la lode.

Esultate, giusti, nel Signore, ai santi si addice la lode.

V.  Cantate al Signore un canto nuovo,

ai santi si addice la lode.

  Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Esultate, giusti, nel Signore, ai santi si addice la lode.

Ant. Magn. Gloria nel cielo per gli amici fedeli di Dio:

hanno servito Cristo nei poveri,

hanno versato il sangue per suo amore;

con Cristo regnano senza fine.

Intercessioni

La gioia di celebrare il martirio delle nostre sorelle ci ottenga dal Signore lo stesso loro amore alla comune vocazio­ne di servizio ai fratelli nella carità, per l’edifica­zio­ne del regno di Dio:

Guidaci, Signore, nella fedeltà alla tua chiamata.

Signore, che hai stabilito con il tuo popolo un’alleanza eterna,

        fa’ che ricordiamo sempre le grandi opere del tuo amore.

Fa’ che in mezzo alle lotte e alle prove della vita, ci sentiamo partecipi della tua passione,

        per sperimentare in noi e comunicare a tutti la forza della tua redenzione.

Donaci di collaborare con te per trasformare il mondo con il tuo amore,

        perché la nostra città terrena progredisca nella giustizia, nella fraternità e nella pace.

Aiutaci a portare un messaggio di bontà e di gioia ai poveri e ai sofferenti,

        e a sperimentare nella nostra vita una parte della loro povertà.

Apri ai nostri morti le braccia della tua misericordia,

        perché si allietino con Maria e con tutti i Santi nella gioia del paradiso.

Padre nostro.

Orazione

O Dio, che nella beata Maria Maddalena e nelle sue Com­pagne hai coronato col martirio l’amore verso i poveri, fa’ che, per loro intercessione, nessuna avversità ci separi da te e tutto cooperi a farci perseverare nel tuo amore. Per il nostro Signore.

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